TREA - L'EDITORIALE LIBERO


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Candidati

ATTUALITA'

Somma Vesuviana il dubbio per chi VOTARE?
bisogna solo riflettere nella scelta. E alla fine non riusciamo mai a far vincere un nostro cittadino.

E questa subordinazione totale al fine (per raggiungere il quale tutto sembra concesso, giustificabile) si presta pur-troppo a essere usata dalla politica.

A cosa attaccarsi? Ma se gli ideali sono pericolosi, su che cosa possiamo allora fondare il nostro giudizio politico? Come possiamo capire che cosa è bene e che cosa è male? Il tema sta appassionando studiosi di tutto il mondo, ma le risposte sono ancora incerte. Il filosofo Gianni Vattimo auspica il consolidarsi di quello che lui stesso ha definito il "pensiero debole" (contrapposto al pensiero "forte" della filosofia classica): secondo Vattimo, non esiste più la possibilità di affermare una verità stabile o definitiva, e quindi occorre adeguarsi a una pluralità di verità relative e all'incessante mutamento dell'ambiente in cui viviamo.

Etica nuova. Per Massimo Cacciari, filosofo e sindaco di Venezia, bisogna affidarsi, in particolare in politica, al pragmatismo e al buon senso: "Ormai l'etica, come la guerra, la pace o la democrazia sono parole "porose", capaci di assorbire qualunque significato", afferma. "Quindi occorre tenersi lontani dalle
chiacchiere e fare le proprie scelte in base a ciò che la politica fa. I salari sono aumentati? Ci sono meno poveri per le strade? Si presta attenzione ai giovani? Si valorizza la cultura? Misurare i risultati è la sola bussola che ci resta".
Per lo studioso Vittorio Messori "il miglior governo è quello che governa meno: la politica che scaldai cuori e che accende gli animi non è una buona politica. Il politico esemplare è una specie di amministratore di condominio, un ragioniere che parla poco e lavora".

Etica pluralista. Secondo Aldo Vende-miati, docente di Filosofia morale alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, è infine urgente una nuova etica "che sia al tempo stesso universale e garante del pluralismo. La consapevolezza della crisi ecologica e della necessità di collaborare tra popoli e culture, lo spettro del conflitto fra civiltà, la globalizzazione spingono più che mai in questa direzione".

Pareri diversi. Che in pratica, finiscono però tutti per chiederci la stessa cosa: "declassare" gli ideali in valori, che invece di definire un fine ultimo, possano dare priorità concrete su problemi quotidiani.

L. D. Mariani


Introducendo l'articolo con un altro, ritorniamo qui nel nostro PAESE è pensando che al vecchio candidato si presenta come al solito anche il nuovo.

Sempre con la speranza di raggiungere il traguardo. Ma guarda caso da questo paese non riusciamo mai a portare sul podio un vero LEADER vincitore.

Chi sà, forse sarà colpa dei VOTANTI (eppure siamo 35.000 abitandi) è non riusciamo mai a far nascere un vero LEADER di zona.

Mi sa che manca qualcosa più nei CANDIDATI che nei VOTANTI.

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