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Borgo Casamale

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STORIE DI BORGHI (1 TEMPO)

"Intanto, tra i vicoli del Casamale si respira aria di paura, ma soprattutto di incredulità. I residenti non vogliono commentare, camminano a testa bassa, guardandosi continuamente alle spalle". Così scrive una cronista locale, coraggiosa e impavida, nel raccontare l'arresto per rapina di un tossicodipendente. Come ce ne sono centinaia al giorno in tante piazze italiane, ma ricorrendo ad una frasario banale, ad una sintassi superficiale, da luogo comune ( "eh non ci sono più le stagioni di una volta"). Quello che la giornalista non sa, e che il giovane tossico-rapinatore, aveva bisogno di 50 euro per comparsi la dose dallo spacciatore che abita al Casamale, perché i 15 euro che aveva in tasca erano pochi per la bustina. Bastava informarsi, andare tra le gente, anziché accontentarsi della velina delle forze dell'ordine. O forse anche la brava cronista ha paura, cammina a testa bassa, guardandosi le spalle? Perché non chiede in giro, e allora saprebbe che da circa un anno abita nel centro storico una famiglia di spacciatori, note alle forze dell'ordine, ma anche al primo cittadino. Il quale in una assemblea pubblica proprio sui problemi del quartiere, ha dichiarato: "Lo so che al Casamale, in via Nuova, c'è uno spacciatore. Non ho paura a dichiararlo davanti a tutti". Bravo sindaco, ma dopo questa denuncia non è successo nulla. Dopo una dichiarazione del genere pronunciata dal primo cittadino, i carabinieri avrebbero dovuto intervenire.
Ma facendo domande la brava giornalista avrebbe fatto anche un'altra grave scoperta: lo spacciatore occupa una casa abusivamente, di proprietà del comune. E, quindi, avrebbe chiesto al sindaco: "Scusi dottore, ma ha emesso un'ordinanza di sgombero?". In casa di risposta affermativa, cosa hanno fatto le forze dell'ordine? In caso di risposta negativa il sindaco è inadempiente di fronte alla legge. Insomma la brava giornalista avrebbe tante domande da fare, anziché scrivere quella conclusione così poco giornalistica.".


Grazie per l'attenzione Salvatore Piccolo


STORIE DI BORGHI (2 TEMPO)

Sono un cittadino che scrive da Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. Qualche settimana fa, presente ad un dibattito pubblico, sentii il sindaco del mio paese, pronunciare la seguente frase: "Lo so che in via Nuova, al Casamale, abita uno spacciatore, non ho paura a denunciarlo, e mi attiverò affinchè venga catturato dalle forze dell'ordine". Insieme a me l'hanno sentito decine di persone. Si parlava, in quell'occasione, del Casamale, centro storico di Somma Vesuviana, diventato una specie di terra di nessuno soprattutto di notte. E delle misure che l'amministrazione comunale intendeva adottare. Insomma uno dei tanti incontri, come avvengono in tanto comuni italiani. Ma le parole del primo cittadino mi avevano particolarmente colpito. Vuoi vedere che questo coraggio del mio sindaco metterà fine a questo spaccio di droga che sta devastando il quartiere?
Purtroppo non è così. Quelle parole non hanno sortito nessun effetto. Spacciatore e famiglia, perché è l'intero nucleo familiare a vendere, continuano il loro miserevole commercio sconvolgendo la vita di decisione di giovani e loro familiari. Di sera, ma all'occorrenza anche di giorno, arrivano i "clienti", distruggendo come degli attila moderni tutto ciò che incontrano al loro passaggio. In vicoli storici sfrecciano con auto, e guai a chi non li fa passare. Si impadroniscono del territorio, ogni tanto ci scappa qualche rissa, qualcuno tenta di procurarsi danaro rubando nelle case, insomma una zona franca. Per lo spacciatore, di cui è inutile sottolineare l'arroganza e la prepotenza nei confronti di chi prova a far prevalere lo stato di diritto, significa acquisire ulteriore potere che fa valere nei confronti dei cittadini perbene.
Ma perché la denuncia pubblica non ha sortito nessun effetto? Perché alle parole del sindaco non sono seguiti fatti? Perché non c'è stato un appostamento, un pedinamento o altra procedura investigativa per fermare questo signore che prima di mezzogiorno non si alza da letto, che si circonda di figuri come lui, che cambia macchine, che non conosce la parola lavorare? Ma nessuno si chiede come faccia a vivere lui e la famiglia?
Ma vi è anche un altro paradosso in questa vicenda. Lo spacciatore occupa una casa del comune abusivamente. Rompendo cancello e porta se ne è impossessato ai danni di chi ne avrebbe avuto legittima assegnazione. E non è un reato anche questo. Il sindaco ha messo un'ordinanza di sgombero e trasmessa alle forze dell'ordine? Se sì, perché i carabinieri non sono intervenuti?
Se no, perché non l'ha fatto visto che occupare una casa abusivamente è un reato. Insomma ci sarebbero gli estremi per intervenire e liberare il quartiere da questo venditore di morte.

Il lamento di un cittadino che ha paura.

Salvatore Piccolo

Da: salvatore piccolo <spiccolo@hotmail.it>

A: <rtm@ngi.it>
CC:
Oggetto:
Data e Ora: Lun, 8 Mar 2010 17:21:38
Allegati:
Sono_un_cittadino_che_scrive_da_Somma_Vesuviana.doc (application/msword)
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Questo testo è sato inviato alle forze dell'ordine nazionali, regionali, provinciali e locali. Se non l'hanno ancora letto, possono farlo da questo blog, ed eventualmente regolarsi di conseguenza.

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